| Quo vadis Pd? |
il commento di Pino Gadaleta
quo vadis Pd ?
La crisi economica, quella che Berlusconi sino a qualche giorno fa diceva inesistente, le leggi bavaglio per l'editoria, un parlamento di fatto esautorato dai suoi compiti, ministri e grand commis di Stato traditori dell'etica e della morale, spingono il Pd ad accetare una unità interna per far fronte al pericolo della tenuta della democrazia. Questo mette sottocoperta la necessità di rivedere i mille errori di un Pd mai nato e che non sa dove andare. E il fatto che il 50% di cittadini non sia andato al voto è un episodio bello e dimenticato. Il Pd pugliese, la domanda d'obbligo è, dov'è?
Sì è vero. La democrazia corre qualche rischio e se crolla l'Euro i rischi aumentano a livello esponenziale. Nessuno lo dice, se non a mezza voce, ma la situazione economica è grave. I Paesi europei per far fronte alla crisi finanziaria avevano sforato il patto di stabilità dal 3% ad oltre il 5 %, ora i mercati chiedono che tutto venga ricondotto sotto il 3%, limite massimo consentito dal patto di stabilità europeo, per non incorrere in un attacco senza pietà da parte della speculazione finanziaria che punirebbe i Paesi non in regola con i parametri di Maastricht. Di fronte a questo scenario sarebbe follìa non essere responsabili, lo hanno detto prima Casini e poi il Pd, un pò meno l'Idv, che privilegia altri aspetti della politica, tacciono invece i settori della sinistra radicale. Aspettiamo la manovra, sicuramente non verranno messe "le mani nelle tasche degli italiani" perchè già abbondatemente saccheggiate dagli aumenti opinabili di altri beni primari e delle bollette, deal'Irpef che non è diminuito come da promesse elettorali berlusconiane. I tagli che ci saranno sono angoscianti e mordenti. Siamo tutti sospinti sui temi della responsabilità e ovviamente cadono in secondo piano le giuste critiche che pur si devono rivolgere alla gestione della politica italiana.
Il tema dell'astensionismo ormai è acqua passata, un fenomeno che doveva, invece, provocare una bella e puntuale autocritica da parte dei Partiti ( anticipa una prossima stanchezza democratica?) e in più proprio per il Pd punito severamente dalla mancata partecipazione al voto. Tradotto in soldoni per il Pd si tratta di una evidente e chiara accusa di inaffidabilità e di credibilità. Nessuno ovviamente si è presa la responsabilità di tutto questo, segretario e suoi oppositori, continuano a suonare la musica come nel Titanic, ed è pure la stessa musica, sembra "la danza macabra" dove i volteggi seppur sensuali anticipano la morte, e i danzatori sembano già morti viventi. Dovrebbero fare i bagagli Bersani & C.ed aprire il Partito ad una profonda revisione di organigrammi e di programmi, ma non succede, ora la crisi incombe e rinviamo tutto al "bel sol dell'avvenir".
Due parole sul Pd pugliese, sui consiglieri regionali. Blasi è un incompetente, inadeguato, ha tentato la via della sua collocazione personale in giunta, non sa mediare, non ha sopratutto una idea, che dire, una prospettiva politica, non si capisce perchè debba continuare a fare il segretario regionale di un Partito, ma rimane lì dove stà, supino e acquiesciente alle imposizione di Dalema tanto da mettere in giunta la Dentamaro, non si discute la sua persona e la sua abilità professionale, che non è stata mai del Pd, nè risulta sia iscritta (forse in California) nè abbia fatto campagna elettorale per il Partito. La nomina calata dall'alto ha prodotto una grande confusione nel Pd con lotte intestine da basso impero. Ecco qui sta la vacuità del segretario regionale che non ha saputo prevedere e gestirne la situazione. Su le bizze leaderistiche di Emiliano non ci dilunghiamo per evitare di stressare quei pochi lettori che ci leggono. Invece qualcosa dobbiamo dire sui consiglieri regionali costruttori edilizi. Ce ne sono troppi in Consiglio regionale, come mai questa vocazione dei mattonari alla politica? cosa li spinge? Ecco gradirei una risposta. Canonico, sponsorizzato da Emiliano, Olivieri che aveva preso il tram targato Idv, sono cambiacasacchisti comprovati, il oro passato politico dimostra come intendono il far politica ad uso proprio e personalissimo. I Partiti dovrebbero essere logici e naturali filtri per la selezione di chi è candidato a dirigere le sorti della comunità, sopratutto lo pretendiamo dal Pd, ma diciamoci la verità, vi ricordate i principi fondati del Partito Nuovo? Acqua passata amici lettori, e quando l'acqua non scorre si imputridisce.
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| L’agenzia giornalistica corsivo esprime la propria solidarietà ai giornalisti Salvatore Vernice, Domenico Mazzone e Mario Lamanuzzi che sono stati aggrediti, e presi a pugni nella loro redazione del portale www.coratolive.it, per il solo fatto che avevano svolto il loro lavoro di giornalisti. |