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L'AGRICOLTURA AL CENTRO DELL'AZIONE POLITICA DEL PD
Scritto da REDAZIONE,

iL GRUPPO PARLAMENTARE DEL PD IN COMMISSIONE AGRICOLTURA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI INCALZA IL NUOVO MINISTRO GALAN SUI PROBLEMI DA AFFRONTARE PER RILANCIARE IL SETTORE, PROPONENDO INTERVENTI URGENTI E STRUTTURALI. ALLA VIGILA DELL'AUDIZIONE IN COMMISSIONE CON  IL MINISTRO E' STATA INVIATA UNA LETTERA, A FIRMA DEL CAPO GRUPPO, CHE FA IL BILANCIO DI DUE ANNI DI LEGISLATURA E SOLLECITA POLITICHE ECONOMICHE STRATEGICHE PER AFFRONTARE ADEGUATAMENTE LA CRISI DEL COMPARTO. NELLA LETTERA. TRA L'ALTRO, SI SOSTIENE CHE

"Il bilancio di due anni di legislatura ci consegna una immagine improduttiva dell’azione di Governo, a fronte della posizione costruttiva del gruppo del Partito Democratico, costantemente assunta e finalizzata alla soluzione dei numerosi e incalzanti problemi del settore agroalimentare.

E’ stata vanificata qualsiasi possibilità di rilancio “dell’agricoltura” che, mai come nell’attuale congiuntura, sta attraversando pesanti condizioni di crisi e di instabilità.

L’attività legislativa della Commissione si è limitata in questi due anni di legislatura ad approvare soltanto tre provvedimenti legislativi (la legge 171 sul rilancio della competitività del settore agroalimentare -comunque amputata, rispetto al testo legislativo, in due punti  qualificanti e innovativi-, la normativa sulle quote latte inserita in altro provvedimento trenino e la Quarta Gamma), e soprattutto si è registrata una carenza di indirizzo politico e una strategia unitaria di interventi strutturali e finanziari del Governo.

Riteniamo fondamentale richiedere una inversione di tendenza: un metodo che valorizzi il confronto tra le rappresentanze politiche e i protagonisti del mondo agricolo e azioni concrete indirizzate a dare centralità all’agricoltura nella complessiva azione di Governo.

Alla luce di queste considerazioni il gruppo Pd della XIII Commissione ripropone una agenda di priorità  tese a promuovere riforme strutturali, condizioni necessarie per il rilancio del settore :

-riforme strutturali del settore: sostegno del reddito agricolo; elaborazione del  Codice per la semplificazione burocratica del settore;  riordino e  soppressione degli enti dipendenti o vigilati dal MIPAAF (lasciati alle scorribande di nomine della maggioranza); revisione della legge sulle Organizzazioni dei produttori.

-misure straordinarie per il rilancio competitivo del comparto: incentivazione anche mediante una rinegoziazione in sede comunitaria, della normativa sugli aiuti di Stato; razionalizzazione della filiera agricola, troppo spesso lunga e causa di insopportabili aumenti di prezzo; aiuti straordinari al processo di internazionalizzazione del sistema agroalimentare italiano e per l'innovazione delle imprese impegnate in nuovi processi produttivi;  finanziamento di piani speciali di riconversione basati su rigorosi piani industriali pluriennali.

E’ altrettanto importante tenere desta l’attenzione sulle proposte Pd già avanzate in merito alla gestione dei rischi in agricoltura (attraverso il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale) o alle misure di sgravio fiscale e contributivo (come l’accisa agevolata sul gasolio per usi agricoli o la proroga annuale sulle agevolazioni contributive per le zone svantaggiate) su cui la Finanziaria 2010 ha fornito risposte inefficaci, parziali e limitate nel tempo.

Riteniamo ancorchè utile migliorare le politiche di accesso al credito, attraverso il potenziamento dei confidi dell’agroalimentare e del Fondo rotativo per il consolidamento del debito delle aziende agricole.

Una politica di incentivi per il settore agricolo andrà realizzata, in particolare, attraverso il rifinanziamento del Fondo per le crisi del mercato agricolo; la finalizzazione di investimenti diretti alla razionalizzazione del piano irriguo nazionale o alla concentrazione dell’offerta agricola delle organizzazioni di produttori; il rifinanziamento del fondo per la razionalizzazione/riconversione della produzione bieticolo-saccarifera; l’attuazione dei piani nazionali di settore; la promozione  e la incentivazione dei contratti di filiera e di distretto a rilevanza nazionale; la campagna istituzionale per il settore olivicolo-oleario.

Manca un approccio strategico di questo Governo sull’Agricoltura che è stata finora sempre assente dalle complessive  manovre economiche dell’Esecutivo. A tale proposito sarebbe indispensabile convocare  la  Conferenza Nazionale sull’Agricoltura.

Altre azioni  qualificanti, nella seconda fase della legislatura, dovranno necessariamente convergere sul finanziamento/rifinanziamento dei crediti di imposta relativi agli investimenti agricoli, nonché alla fruizione della Tremonti-ter da parte del comparto agricolo sotto forma di imposta. Lo strumento del credito di imposta dovrà inoltre essere potenziato per quanto riguarda le nuove assunzioni in agricoltura e l’innovazione organizzativa diretta alla internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, procedendo, per esempio, al rifinanziamento del fondo previsto dalla legge 296/2006 a favore dell'imprenditoria giovanile.

E’ necessario accelerare l’iter delle numerose proposte di legge che -presentate da tempo dai gruppi parlamentari- giacciono inevase a causa di un disinteresse del Ministero e del Governo e di una inefficace e pigra posizione della maggioranza (tra le più significative mi permetto di evidenziare quelle relative all’Etichettatura, alle Agroenergie, agli Agrumi caratteristici, alla filiera ittica, ai danni causati dalla fauna selvatica, ai tartufi, al chilometro zero, alla Biodiversità, -siamo nell’Anno internazionale dedicato a questo importante tema-).

Infine, si renderà necessario portare a completamento il lavoro istruttorio aperto su importanti tematiche oggetto di audizioni e/o risoluzioni, quali quelle relative al caporalato in agricoltura, al settore ippico, all’accesso al credito e ai danni della fauna selvatica.

Rischiamo che l’agricoltura italiana sia costretta a rinunciare al suo primario ruolo di essere una attività mirata alla produzione innanzitutto di beni alimentari e di tutela ambientale e del territorio. Si tratta di una sfida che interpella la responsabilità di tutti.

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