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MOZIONE DI TUTTI I DEPUTATI PER LA ISTITUZIONE DELLA BANCA EUROMEDITERRANEA
Scritto da REDAZIONE,

LA BANCA EUROMEDITERRANEA E' UNO STRUMENTO ADEGUATO PER SOSTENERE IL SISTEMA DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA CHE STA ATTRAVERSANDO UNA PESANTE E INEDITA CRISI

E' stata approvata all'unanimità dalla camera dei deputati una mozione sottoscritta anche dall'on. Giusi Servodio di indirizzo unitario per la istituzione della banca Euromediterranea.

Si tratta di una interessante e concreta iniziativa finalizzata a sostenere il sistema della piccola e media impresa che sta attraversando una pesante e inedita crisi. Il processo di integrazione euro mediterranea, attraverso il dialogo con i Paesi del Medio Oriente e del Mediterraneo, rappresenta una grande opportunità strategica anche per l’Italia finalizzata a stimolare la crescita dei suoi territori, in particolare di quelli del Mezzogiorno.

Nell’atto di indirizzo infatti si sottolinea che il pieno sviluppo dei rapporti commerciali ed economici tra i Paesi che fanno riferimento al bacino euro mediterraneo rappresenta una preziosa potenzialità per la crescita dell'Italia e del suo sitema economico e produttivo.
Il 13 e 14 marzo 2010 si è aperto un dibattito sulla possibilità di trasformare il Fondo euromediterraneo d'investimento e partenariato (FEMIP), braccio finanziario della Banca europea per gli investimenti (BEI), in un nuovo istituto,
la Banca euromediterranea per lo sviluppo.

Nella Mozione si fa propria la proposta di istituire tale istituto. Si rende indispensabile un nuovo soggetto chiamato a stimolare la crescita e la redistribuzione economica, attraverso piani di stimolo orientati,in particolare, al settore privato nelle zone deboli e sottoutilizzate dell'area euro mediterranea.
Con l’iniziativa della Camera dei Deputati si è impegnato il Governo – si legge nella mozione - ad attivarsi per assicurare il necessario supporto politico finalizzato alla trasformazione del Fondo euromediterraneo d'investimento e partenariato (FEMIP) nella Banca euromediterranea, così come descritta in premessa, a partire dalla riunione dell'ECOFIN del prossimo 18 maggio e del vertice dei Capi di Stato che si terrà a Barcellona il prossimo giugno, ad assumere ogni utile iniziativa affinché la sede centrale di tale istituto sia istituita in Italia, e in particolare in una grande città del Mezzogiorno. Il Governo infine viene investito della responsabilità di adottare ogni iniziativa di coordinamento e di intesa tra gli Stati membri della Comunità alla luce degli accordi avvenuti nei giorni scorsi per stabilizzare l'euro e dare una prospettiva di crescita europea potendo usare anche lo strumento della Banca euromediterranea a questo fine.

Alla crisi che si abbatte quotidianamente sulle imprese, sulle famiglie e, in particolare sulle nuove generazioni, occorre rispondere individuando gli strumenti più adeguati per arginare da una parte la crescente mortalità delle attività produttive nel nostro Paese - che causa livelli preoccupanti di disoccupazione - e dall’altra affrontare il dramma dell’emigrazione clandestina tra paesi.

La Banca Euromediterranea potrebbe configurarsi come efficace strumento se ispirato ai principi di flessibilità e di semplificazione delle procedure di finanziamento, al fine di guidare politiche di sviluppo comune per l’intera area mediterranea in uno spirito di piena collaborazione e convergenza.

Si tratta di una interessante e concreta iniziativa finalizzata a sostenere il sistema della piccola e media impresa che sta attraversando una pesante e inedita crisi. Il processo di integrazione euro mediterranea, attraverso il dialogo con i Paesi del Medio Oriente e del Mediterraneo, rappresenta una grande opportunità strategica anche per l’Italia finalizzata a stimolare la crescita dei suoi territori, in particolare di quelli del Mezzogiorno.

Nell’atto di indirizzo infatti si sottolinea che il pieno sviluppo dei rapporti commerciali ed economici tra i Paesi che fanno riferimento al bacino euro mediterraneo rappresenta una preziosa potenzialità per la crescita dell'Italia e del suo sitema economico e produttivo.
Il 13 e 14 marzo 2010 si è aperto un dibattito sulla possibilità di trasformare il Fondo euromediterraneo d'investimento e partenariato (FEMIP), braccio finanziario della Banca europea per gli investimenti (BEI), in un nuovo istituto,
la Banca euromediterranea per lo sviluppo.

Nella Mozione si fa propria la proposta di istituire tale istituto. Si rende indispensabile un nuovo soggetto chiamato a stimolare la crescita e la redistribuzione economica, attraverso piani di stimolo orientati,in particolare, al settore privato nelle zone deboli e sottoutilizzate dell'area euro mediterranea.
Con l’iniziativa della Camera dei Deputati si è impegnato il Governo – si legge nella mozione - ad attivarsi per assicurare il necessario supporto politico finalizzato alla trasformazione del Fondo euromediterraneo d'investimento e partenariato (FEMIP) nella Banca euromediterranea, così come descritta in premessa, a partire dalla riunione dell'ECOFIN del prossimo 18 maggio e del vertice dei Capi di Stato che si terrà a Barcellona il prossimo giugno, ad assumere ogni utile iniziativa affinché la sede centrale di tale istituto sia istituita in Italia, e in particolare in una grande città del Mezzogiorno. Il Governo infine viene investito della responsabilità di adottare ogni iniziativa di coordinamento e di intesa tra gli Stati membri della Comunità alla luce degli accordi avvenuti nei giorni scorsi per stabilizzare l'euro e dare una prospettiva di crescita europea potendo usare anche lo strumento della Banca euromediterranea a questo fine.

Alla crisi che si abbatte quotidianamente sulle imprese, sulle famiglie e, in particolare sulle nuove generazioni, occorre rispondere individuando gli strumenti più adeguati per arginare da una parte la crescente mortalità delle attività produttive nel nostro Paese - che causa livelli preoccupanti di disoccupazione - e dall’altra affrontare il dramma dell’emigrazione clandestina tra paesi.

La Banca Euromediterranea potrebbe configurarsi come efficace strumento se ispirato ai principi di flessibilità e di semplificazione delle procedure di finanziamento, al fine di guidare politiche di sviluppo comune per l’intera area mediterranea in uno spirito di piena collaborazione e convergenza.

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