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LE PROPOSTE DEL PD PER USCIRE DALLA CRISI
Scritto da redazione,

Il giorno 11 novembre p.v. alle ore 19.45  a Barletta presso la sala Atheneum in via Madonna degli Angeli n. 29 si terrà un convegno dal tema "USCIAMO DALLA CRISI : LE PROPOSTE DEL PD".

Interverranno : Pinuccio PAOLILLO, consigliere comunale - Gugliemo MINERVINI, assessore regionale ai trasporti - Giusy SERVODIO, componente Commissione agricoltuta Camera dei deputati -Nicola MAFFEI, sindaco di Barletta.

Le conclusioni sono affidate a Paolo GENTILONI della Direzione nazionale  del Partito Democratico.

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DOPO L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ANCI:SAPER INTERPRETARE I PROBLEMI DI TUTTI I TERRITORI FINALIZZATI AD UN NUOVO PROGETTO DI SVILUPPO NAZIONALE
Scritto da redazione,

L'on. Giusi Servodio, in una nota che qui di seguito si pubblica integralmente, ha commentato la recente elezione del Presidente nazionale dell'Anci, sottolinea, da un lato, che di fronte alla situazione attuale occorre parlare con una sola voce rappresentativa della complessità dei bisogni dei singoli territori ( e i sindaci hanno rivendicato la propria responsabilità nella scelta in di un rappresentante che risponda agli interessi delle comunità locali e non sia espressione di un segretario di partito o , peggio, di un capo-corrente) e, dall'altro, che il PD con le sue due candidature ha ceduto alla pressione di una candidatura di parte rinunciando a comporre politicamente il conflitto.

"Le modalità e i risultati della recente elezione del Presidente Nazionale dell’Anci si prestano a letture diverse, anche complementari.

Eppure ne è prevalsa una soltanto: quella più semplicistica del localismo, della contrapposizione tra Nord e Sud del Paese. Questo risultato è uno schiaffo al Mezzogiorno?  Troppo riduttiva per essere convincente e per derubricare la vicenda come un colpo di coda del leghismo dominante nelle culture politiche del nostro paese. Io non la penso così.

Con questa rappresentazione, forzata sin dal momento delle candidature, si è persa una occasione per superare definitivamente le antiche contrapposizioni: i sindaci hanno già da tempo superato la “visone duale” che il Governo e parti del mondo politico più arretrato continuano ad alimentare, consapevoli che “se si vuole tornare a crescere lo si fa insieme”.

Di fronte alle sfide del federalismo sarebbe stato necessario rispettare la piena autonomia dell’Anci evitando l’invasività dei partiti. I cittadini vogliono contare sempre di più nella vita pubblica, figuriamoci i sindaci!

In una fase come questa, di tagli drammatici nei trasferimenti pubblici che comprometteranno il mantenimento dei servizi essenziali ai cittadini, i sindaci hanno rivendicato la propria responsabilità nella scelta della rappresentanza di una Anci credibile, autorevole che risponda agli interessi delle comunità locali e non sia espressione di un segretario di partito o addirittura di un capo-corrente.

L’Anci ha oggi un peso enorme, proprio in ragione della dialettica aperta con il governo in seno alla Conferenza Stato-Città e alla conferenza unificata con le Regioni per la delicata attuazione della finanza locale.

Come dimostra anche l’ultima attribuzione dei fondi Par-Fas alle Regioni, le risorse aggiuntive per il Mezzogiorno sono diventate straordinarie, solo in ragione della loro assegnazione, non certo perché vi fossero fondi aggiuntivi.  

A questo si deve aggiungere il taglio di ulteriori 1,5 milioni per i Comuni imposto dalla manovra finanziaria, il bisogno di revisione delle regole del patto di stabilità. Misure con le quali tutti i Comuni italiani devono oggi confrontarsi: occorre parlare con “una sola voce” rappresentativa della complessità dei bisogni dei singoli territori  in un nuovo progetto di sviluppo nazionale.

Spiace che il Partito Democratico non abbia evitato il braccio di ferro al suo interno. Con le due candidature - che si prestavano plasticamente, e in modo vecchio, più a riproporre il divario Nord Sud che a lanciare un progetto unitario in cui riconsiderare anche ragioni e rappresentanza del Mezzogiorno – il Partito Democratico ha ceduto alla pressione di una candidatura di parte rinunciando a comporre politicamente il conflitto.

L’Anci con una galassia di 1.875 Comuni in sei regioni, 1.166 con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, è anche un patrimonio del Sud. Evitiamo di chiamare ‘Mezzogiorno’ quello che non ci piace o non vogliamo vedere. 

Il neo eletto Presidente, che vanta una lunga esperienza nell’Anci, saprà interpretare i problemi di “tutti i territori” garantendo la unità delle autonomie locali quale baluardo per l’ammodernamento dello Stato e per la competitività del sistema Paese.

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L'ON. SERVODIO : I CITTADINI DEVONO SCEGLIERE I PARLAMENTARI E IL GOVERNO
Scritto da REDAZIONE,

In una dichiarazione resa all'agenzia giornalistica "Corsivo" l'on. Servodio ha indicato i motivi che stanno alla base della sua adesione, fin dal suo sorgere, al Comitato "FirmoScelgoVoto contro il porcellum".

L’on. Giusi Servodio ha aderito – sin dalla sua costituzione nel mese di luglio scorso - al Comitato “FirmoVotoScelgo contro il porcellum”. Il referendum con i due quesiti propone l'Abrogazione della attuale legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali e afferma la parlamentare barese – “tale iniziativa è necessaria affinché il Parlamento sia eletto nuovamente dai cittadini”.

 La ragione che guida questa iniziativa è la necessità che i cittadini ritornino a essere protagonisti – afferma la Servodio – e a non subire le scelte fatte dai vertici dei Partiti.

 Dobbiamo inoltre scongiurare – continua l’on. Giusi Servodio - che attraverso il ripristino di un sistema proporzionale – i governi siano fatti e disfatti dai Partiti con l’esclusione dei cittadini. 

 La iniziativa referendaria – osserva l’on. Giusi Servodio – è stata sollecitata dal fatto che fino ad oggi in parlamento non sono emersi segnali evidenti e chiari di cambiamento dell’attuale legge elettorale. E come spesso è avvenuto il referendum può essere uno stimolo o - in caso contrario - una legittima opportunità per la consultazione democratica dei cittadini.

 Alla crisi della politica anche questa azione può dare un contributo per far riconciliare i cittadini con le istituzioni che rischiano di sembrare luoghi di privilegio e di cooptazione, laddove invece, è il consenso popolare l’unica garanzia per una piena rappresentatività.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 06 Settembre 2011 08:46 )
 
APPROVATA ALLA CAMERA UNA RISOLUZIONE A FAVORE DEL SETTORE CUNICOLO
Scritto da redazione,

L'on. Giusi Servodio è prima firmataria di una risoluzione del PD a favore del settore cunicolo a seguito delle sollecitazioni del settore pugliese. Questa risoluzione è stato oggetto di dibattito nella Commissione agricoltura della Camera la quale ha approvato il 27 luglio una risoluzione unitaria di cui pubblichiamo il testo integrale:

"La XIII Commissione,

 premesso che:

 da diversi anni la filiera cunicola italiana attraversa una fase di grave crisi, nonostante il consumo di carne di coniglio sia in costante aumento, anche in virtù delle sue eccellenti proprietà nutritive;

 l'allevamento del coniglio da carne rappresenta il quarto comparto della nostra zootecnia e impegna circa il 9 per cento della produzione agricola con alcune grandi aziende collocate soprattutto al centro nord e altre medio-piccole sparse su tutto il territorio nazionale;

 fino al 2007 la cunicoltura italiana deteneva il primato di produzione a livello comunitario ed europeo, con 93.500 tonnellate di prodotto, equivalente a 67,5 milioni di capi all'anno, pari al 54 per cento del totale della produzione, mentre a livello mondiale era seconda soltanto alla Cina; prima della crisi, in Italia, si contavano circa 5.000 allevamenti cunicoli, di cui 1.600 professionali, 51 macelli con bollo CEE e 14 mangimifici medio grandi;

 a partire dal 2007 le quotazioni del prezzo del coniglio hanno fatto registrare forti diminuzioni, a fronte di un costo di produzione cresciuto per gli aumenti record dei mangimi e dei carburanti, con una perdita netta per gli allevatori; secondo i dati ISMEA, la situazione di fondo, ancora nel luglio 2011, permane negativa per il settore, in quanto i costi di produzione sono sensibilmente superiori ai prezzi di realizzo;

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I CITTADINI DEVONO SCEGLIERE I PARLAMENTARI E IL GOVERNO
Scritto da REDAZIONE,

L’on. Giusi Servodio ha aderito al Comitato sulla legge elettorale sui due quesiti per la 'Abrogazione della  attuale legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali', depositati presso la Corte di Cassazione lo scorso  11 luglio e sui quali – afferma la parlamentare barese - raccoglieremo anche in Puglia le firme necessarie, affinché il Parlamento sia eletto nuovamente dai cittadini.

La ragione che guida questa iniziativa è la necessità che i cittadini ritornino a scegliere  direttamente i propri rappresentanti nel Parlamento italiano.

 Dobbiamo inoltre scongiurare – continua l’on. Giusi Servodio - che attraverso il ripristino di un sistema proporzionale – i governi siano fatti e disfatti dai vertici dei partiti con l’esclusione dei cittadini. 

 La iniziativa referendaria – osserva l’on. Giusi Servodio – è stata sollecitata dal fatto che fino ad oggi in parlamento non sono emersi segnali evidenti e chiari di cambiamento dell’attuale legge elettorale. E come spesso è avvenuto il referendum può essere uno stimolo o - in caso contrario - una legittima occasione per la consultazione democratica dei cittadini.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Luglio 2011 11:21 )
 


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