| BARI - EDILIZIA GIUDIZIARIA, LA STORIA INFINITA |
con la prima, richiamate le sentenze del 16 gennaio 2006 e dell'11 luglio 2007 che hanno stabilito la illegittimità dell'attuale destinazione dell'immobile di via Nazariantz ad uffici giudiziari, e richiamate altresì le iniziative del 4 agosto 2008 dell'Inail -proprietario dell'immobile- e la prossimità della scadenza (22/12/2009) del contratto di locazione, si sollecita il Comune a reperire altro edificio idoneo ad ospitare gli uffici de quo; con la seconda, richiamato il contenzioso Comune di Bari / Impresa Pizzarotti in merito alla cosiddetta “Cittadella della Giustizia” prevista da questa sui suoli agricoli presso lo stadio San Nicola, e richiamata la delibera assunta nella stessa giornata con riferimento all'immobile Inail, si conferma il parere favorevole all'offerta del progetto Pizzarotti espresso il 22/12/2003, aggiornata al più recente quadro economico. Dai verbali risulta che alla riunione del 16 ottobre è intervenuto, su convocazione del Presidente della Corte, per il Comune di Bari tale “geom.” Vito Giovanniello, risultato essere un perito industriale in servizio al Settore Impianti della Ripartizione Edilizia Pubblica del Comune di Bari; il direttore di questa era stato responsabile del procedimento della “ricerca di mercato per la sede unica degli uffici giudiziari ” dell'agosto2003, attivata dall'amministrazione comunale -sindaco Di Cagno Abbrescia- su richiesta della Commissione di Manutenzione e per l'amministrazione giudiziaria e conclusasi con la deliberazione comunale di “presa d'atto” del 18 dicembre 2003, cui era seguita la deliberazione della Commissione del 22 dicembre 2003. Orbene, la deliberazione della Commissione del 25 ottobre 2008 riporta indietro di circa 5 anni la questione dell'edilizia giudiziaria a Bari; si che di fatto riprendono vigore i tentativi di quanti tendono a porre nel nulla le iniziative dell'attuale amministrazione comunale -sindaco Emiliano-, finalizzate a risolvere tale questione nell'ambito di programmi di riqualificazione urbana e di recupero dei quartieri degradati, ponendo fine ad uno sviluppo urbano insensato, pur se legittimato dagli strumenti urbanistici vigenti, e che le varianti urbanistiche richieste dall'ipotesi di Cittadella della Giustizia aggraverebbero oltre misura . Tale iniziative del Comune, sollecitate da vasti movimenti d'opinione nella società civile e dalla parte più qualificata ed avvertita delle associazioni professionali, ed assunte di concerto con gli altri enti di governo territoriale, sono culminate nella istituzione del Tavolo Tecnico Comune di Bari/Provincia di Bari/Regione Puglia, che, a conclusione di apposita istruttoria, ha licenziato il Documento Definitivo del 31 maggio 2007, con la indicazione delle proposte di intervento e dei percorsi istituzionali per la risoluzione delle questioni di edilizia giudiziaria a Bari; significativamente, la responsabilità del procedimento inerente l'adeguamento e ampliamento delle sedi giudiziarie è stata assegnata alla ripartizione urbanistica (la ripartizione lavori pubblici, peraltro, aveva cessato tale funzione dal dicembre 2003). Da segnalare che il Documento Definitivo ridimensiona in termini significativi i fabbisogni di spazi e strutture rispetto alle previsioni del progetto Pizzarotti della Cittadella della Giustizia, che anche per tale aspetto viene sonoramente bocciato. La deliberazione della Commissione di Manutenzione, peraltro, sembra porsi al di là delle competenze che le circolari n. 2608 del 21 luglio 1941 e n. 22 del 22 novembre 1994 assegnano alla stessa , come si evince anche dalla sentenze che hanno riguardato la presa in consegna dell'immobile di via Nazariantz, e che hanno escluso profili di responsabilità a carico di funzionari dell'amministrazione giudiziaria . E' necessario allora un urgente intervento dell'amministrazione comunale, che ribadisca, in uno con le esigenze di leale collaborazione tra le istituzioni, il rispetto delle rispettive competenze, tra cui, imprescindibili, quelle del Comune in materia di politica urbanistica.
|
|
|
| L’agenzia giornalistica corsivo esprime la propria solidarietà ai giornalisti Salvatore Vernice, Domenico Mazzone e Mario Lamanuzzi che sono stati aggrediti, e presi a pugni nella loro redazione del portale www.coratolive.it, per il solo fatto che avevano svolto il loro lavoro di giornalisti. |