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Commento Al voto regionale 2010 di Pino Gadaleta

Commento Al voto regionale 2010 di Pino Gadaleta

 

Il Pd di Bersani non è il Pd che vogliamo

Nonostante il vento francese, l’astensionismo eclatante, e le “agitazioni e confusioni del Cavaliere” denunciate dal centro-sinistra solo Bersani & C, alla vigilia dei risultati elettorali dichiaravano un ottimismo  che si è rivelato completamente infondato.  Si tratta, invece, di una sconfitta del Partito che come al solito non ha responsabili. In Puglia Vendola ribalta una situazione che sarebbe stata un disastro elettorale per il Pd. E a dire che il Pd voleva Boccia…Ora  ci aspettiamo che nella futura giunta regionale non ci siano persone in conflitto di interessi come appaltatori di opere pubbliche, o personaggi discutibili per i loro trascorsi di cambio-casacche o in qualsiasi modo riconducibili a precedenti situazioni al limite del codice civile e penale.

 

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Quo vadis Pd?
Scritto da Pino,
il commento di Pino Gadaleta
quo vadis Pd ?
La crisi economica, quella che Berlusconi sino a qualche giorno fa diceva inesistente, le leggi bavaglio per l'editoria, un parlamento di fatto esautorato dai suoi compiti, ministri e grand commis di Stato traditori dell'etica e della morale, spingono il Pd ad accetare una unità interna per far fronte al pericolo della tenuta della democrazia. Questo mette sottocoperta la necessità di rivedere i mille errori di un Pd mai nato e che non sa dove andare. E il fatto che il 50% di cittadini non sia andato al voto è un episodio bello e dimenticato. Il Pd pugliese, la domanda d'obbligo è, dov'è?

Sì è vero. La democrazia corre qualche  rischio e se crolla l'Euro i rischi aumentano a livello esponenziale. Nessuno lo dice, se non a mezza voce, ma la situazione economica è grave. I Paesi europei per far fronte alla crisi finanziaria avevano sforato il patto di stabilità dal 3% ad oltre il 5 %, ora i mercati chiedono che tutto venga ricondotto sotto il 3%, limite massimo consentito dal patto di stabilità europeo, per non incorrere in un attacco senza pietà da parte della speculazione finanziaria che punirebbe i Paesi non in regola con i parametri di Maastricht. Di fronte a questo scenario sarebbe follìa non essere responsabili, lo hanno detto prima Casini e poi il Pd, un pò meno l'Idv, che privilegia altri aspetti della politica, tacciono invece i settori della sinistra radicale. Aspettiamo la manovra, sicuramente non verranno messe "le mani nelle tasche degli italiani" perchè già abbondatemente saccheggiate dagli aumenti opinabili di altri beni primari e delle bollette, deal'Irpef che non è diminuito come da promesse elettorali berlusconiane. I tagli che ci saranno sono angoscianti e mordenti. Siamo tutti sospinti sui temi della responsabilità  e ovviamente cadono in secondo piano le giuste critiche che pur si devono rivolgere alla gestione della politica italiana.
Il tema dell'astensionismo ormai è acqua passata, un fenomeno che doveva, invece, provocare una bella e puntuale autocritica da parte dei Partiti ( anticipa una prossima stanchezza democratica?) e in più proprio per il Pd punito severamente dalla mancata partecipazione al voto. Tradotto in soldoni per il Pd si tratta di una evidente e chiara accusa di inaffidabilità e di credibilità. Nessuno ovviamente si è presa la responsabilità di tutto questo, segretario e suoi oppositori, continuano a suonare la musica come nel Titanic, ed è pure la stessa musica, sembra "la danza macabra" dove i volteggi seppur sensuali anticipano la morte, e i danzatori sembano già morti viventi. Dovrebbero fare i bagagli Bersani & C.ed aprire il Partito ad una profonda revisione di organigrammi e di programmi, ma non succede, ora la crisi incombe e rinviamo tutto al "bel sol dell'avvenir".
Due parole sul Pd pugliese, sui consiglieri regionali. Blasi è un incompetente, inadeguato, ha tentato la via della sua collocazione personale in giunta, non sa mediare, non ha sopratutto una idea, che dire, una prospettiva politica, non si capisce perchè debba continuare a fare il segretario regionale di un Partito, ma rimane lì dove stà, supino e acquiesciente alle imposizione di Dalema tanto da mettere in giunta la Dentamaro, non si discute la sua persona e la sua abilità professionale, che non è stata mai del Pd, nè risulta sia iscritta (forse in California)  nè abbia fatto campagna elettorale per il Partito. La nomina calata dall'alto ha prodotto una grande confusione nel Pd con lotte intestine da basso impero. Ecco qui sta la vacuità del segretario regionale che non ha saputo prevedere e gestirne la situazione. Su le bizze leaderistiche di Emiliano non ci dilunghiamo per evitare di stressare quei pochi lettori che ci leggono. Invece qualcosa dobbiamo dire sui consiglieri regionali costruttori edilizi. Ce ne sono troppi in Consiglio regionale, come mai questa vocazione dei mattonari alla politica? cosa li spinge? Ecco gradirei una risposta. Canonico, sponsorizzato da Emiliano, Olivieri che aveva preso il tram targato Idv, sono cambiacasacchisti comprovati, il oro passato politico dimostra come intendono il far politica ad uso proprio e personalissimo. I Partiti dovrebbero essere logici e naturali filtri per la selezione di chi è candidato a dirigere le sorti della comunità, sopratutto lo pretendiamo dal Pd, ma diciamoci la verità, vi ricordate i principi fondati del Partito Nuovo? Acqua passata amici lettori, e quando l'acqua non scorre si imputridisce.




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YARI CASTELLANA ELETTO SEGRETARIO AL CIRCOLO PD DI JAPIGIA-TORRE A MARE
Scritto da redazione,

Pubblichiamo il programma  con cui Yari Castellana si è presentato per l'elezione a segretario del circolo PD di Japigia - Torre a Mare

Innanzi tutto mi presento sono Yari Castellana, vivo da sempre a Iapigia, sto per terminare i miei studi universitari in Giurisprudenza e da alcuni anni ho avvertito la esigenza e la responsabilità di dedicare esclusivamente parte del mio tempo libero alla attività politica.

Sono consapevole che i problemi della nostra generazione e della comunità possono trovare - devono trovare - nella politica una risposta. Per questo i partiti devono essere luoghi di ascolto e di proposta e le istituzioni pubbliche, nelle quali i partiti hanno la propria rappresentanza, devono farsi carico di amministrare a partire dai più deboli creando occasioni di pari opportunità e di giustizia sociale.

Ho contribuito con i giovani democratici del Partito di Terra di Bari e di Puglia a tenere viva la idea di fondo del Partito Democratico che è quella di non deludere i sogni di noi giovani e di riaccendere i grandi ideali che, al contrario delle apparenze, noi abbiamo.

Ho molto lavorato per le Primarie - vi confesso che è stata una avventura splendida. Ho potuto verificare con altri giovani che gli elettori vogliono capire, essere coinvolti e soprattutto scoprire una classe dirigente con un profilo etico, una disponibilità al servizio e alla gratuità e una competenza.

Non ho frequentato assiduamente il circolo – vi prego di non considerarmi per questo a voi un estraneo - in punta di piedi e con umiltà mi accingo a svolgere un compito molto impegnativo. Intendo rispettare, valorizzare e impegnare tutti i componenti del Coordinamento e con loro definire le iniziative rivolte agli iscritti e ai cittadini di Iapigia Torre a Mare – anche attraverso nuove forme e modalità di partecipazione. Devo ricordare a tutti noi che il nostro circolo interfaccia con la Circoscrizione che comprende il quartiere Iapigia e Torre a Mare. Dobbiamo impegnarci a promuovere una maggiore integrazione nel rispetto delle specificità e peculiarità di Torre a Mare che è una realtà al servizio dell’intera città di Bari e dei paesi limitrofi.

Saluto con amicizia Antonella Rinella, segretario uscente, il Coordinamento e i volontari che con lei hanno consentito al nostro circolo di essere tra i più attivi del Partito nella città di Bari.

Il lavoro prezioso svolto dal circolo con tanti sacrifici e generosità è per me una base importante per rafforzare e migliorare la presenza del nostro Partito sul quartiere entrando nel merito dei problemi che i nostri concittadini ci sottopongono. A noi tocca - attraverso il metodo della più ampia partecipazione, della informazione e della formazione - dialogare con la comunità per promuovere soluzioni da proporre alla circoscrizione e all’amministrazione comunale.

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I RISULTATI DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE NELLA PROVINCIA BAT
Scritto da RACHELE VACCARO,

SI E' VOTATO A BARLETTA, BISCEGLIE, MINERVINO, TRINITAPOLI E SPINAZZOLA. SI PARTE ORA ALLA VOLTA DI UNA NUOVA AVVENTURA POLITICA CON LA SPERANZA CHE I VERI PROTAGONISTI SIANO I PROGRAMMI DEI SINDACI E DEI LORO CONSIGLI AL FINE  DI PERSEGUIRE IL BENE COMUNE DELL'INTERA PROVINCIA

Spenti i riflettori sulle elezioni amministrative di quest’anno, con il senno di poi e le vie sgombre dai manifesti di propaganda urlante, è oggi possibile tirare le somme su quello che è stato il risultato della guerriglia politica che ha infiammato gli animi bipartisan. Si è votato non solo a livello nazionale, ma anche nella provincia Bat: il primo dato che risalta è il passaggio da una situazione in cui tre comuni erano con maggioranza di centrosinistra e due di centrodestra ad un’altra esattamente invertita, con due comuni in cui ha vinto il centrosinistra e tre in cui ha vinto il centrodestra. Le amministrative hanno avuto luogo a Barletta, Bisceglie, Minervino Murge, Trinitapoli e Spinazzola. A Bisceglie il 58,49% dei voti di preferenza per il sindaco sono andati a Francesco Spina, che ha battuto la concorrenza con 19810 voti. Minervino, dopo un periodo in cui si è lasciata amministrare dal centrodestra, è stata recuperata dalla sinistra grazie a Rino Superbo, con 2264 voti. Due note dolenti di queste amministrative 2011 sono sicuramente rappresentate dai comuni di Trinitapoli e Spinazzola, entrambe precedentemente amministrate dal centrosinistra ed oggi passate all’ex opposizione: Trinitapoli è stata persa probabilmente a causa dei numerosi conflitti che regnavano nella debole coalizione del Partito Democratico, mentre a Spinazzola, la quale non mostrava manifestamente problematiche che portassero ad un cambiamento di rotta nell’amministrazione comunale, sicuramente ha influito la chiusura dell’ospedale, peraltro erroneamente attribuita alla Giunta regionale di sinistra, ed in realtà radicata nella politica di deregulation del Governo italiano con tanto di tagli di fondi e federalismo fiscale. Perse due roccaforti prima così radicate nel centrosinistra, la Bat del Pd non può che gioire del risultato più significativo che ha ottenuto: quello della città di Barletta. Riconfermato per il suo secondo mandato il sindaco Nicola Maffei, con il 55% dei consensi, Barletta ha designato il Partito Democratico come favorito con il 26,91% dei consensi. Risultato non ovvio, come non ovvia era la ricandidatura di Maffei: si è arrivati alle elezioni con una frammentazione enorme, dopo aver affrontato le primarie in un clima di forte tensione tra esponenti degli stessi partiti e, soprattutto, con una pletora di candidati sindaci e consiglieri comunali da far paura. Soddisfacente, comunque, il ricompattarsi sotto la figura di Maffei dei partiti della coalizione, i quali hanno ottenuto ognuno almeno un consigliere (tranne l’API). Nonostante l’atteggiamento assolutamente poco politico che ha colorato di polemica queste elezioni, a Barletta c’è stato un oggettivo ricambio di consiglieri comunali: è risorta la voglia di liberarsi da vecchie e stereotipate situazioni di soggezione, dal vecchio partito del mattone e dall’antica usanza degli scrutatori scelti dai consiglieri, finalmente sostituita dalla scelta con sorteggio che evita che il controllore sia colui il quale in realtà dovrebbe essere controllato. Figlia del clima politico controverso è stata la tendenza di alcune famiglie di cittadini a barattare con i candidati il proprio voto per soldi o favori: se è vero che c’è stato un commercio più o meno denunciato dalla cronaca cittadina, tuttavia è anche vero che molti consiglieri comunali e lo stesso Maffei si sono battuti per sensibilizzare Barletta ad un voto più consapevole e giusto, affinché tutti possano esercitare il loro diritto di preferenza con trasparenza ed onestà. Si parte ora alla volta di una nuova avventura politica, con la speranza che non si riscontrino più i conflitti interni né le vecchie divisioni tra guelfi e ghibellini, ma che i veri protagonisti siano i programmi propugnati dai sindaci e dai loro consigli, al fine di perseguire il bene comune della provincia intera.

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PARTE LA RACCOLTA DELLE FIRME PER IL REFERENDUM ELETTORALE
Scritto da REDAZIONE,

L'agenzia giornalisrica "Corsivo" è sempre stata in prima linea per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale perchè i cittadini devono ritornare ad essere protagonisti delle scelte e a selezionare direttamente deputati e senatori anche per rafforzare il ruolo e la legittimazione democratica.

"Corsivo" ha aderito con grande convinzione, così come ha fatto l'on. Giusi Servodio insieme ad Arturo Parisi, Paolo Gentiloni, Walter Veltroni e altri parlamentari, al Comitato "FirmoVotoScelgo contro il porcellum" a favore della libera scelta dei propri rappresentanti per un "Parlamento nuovo".

"Corsivo" sarà una delle sedi di raccolta delle firme. Saranno presenti a turno i consiglieri comunali e/o persone autorizzate all'autenticazione.

A partire da martedì 6 settembre fino a martedì 20 settembre la sede - via dei Bersaglieri n. 3 - Bari - tel. 0805539663 -  sarà aperta tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 20.00.

Coloro che si vogliono impegnare a raccogliere direttamente le firme nei propri Comuni e/o presso associazioni possono consultare il sito www.referendumelettorale.org per le modalità organizzative.

 

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L’agenzia giornalistica corsivo esprime la propria solidarietà ai giornalisti Salvatore Vernice, Domenico Mazzone e Mario Lamanuzzi che sono stati aggrediti, e presi a pugni nella loro redazione del portale www.coratolive.it, per il solo fatto che avevano svolto il loro lavoro di giornalisti.