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LE PROPOSTE DEL PD PER USCIRE DALLA CRISI
Scritto da redazione,

Il giorno 11 novembre p.v. alle ore 19.45  a Barletta presso la sala Atheneum in via Madonna degli Angeli n. 29 si terrà un convegno dal tema "USCIAMO DALLA CRISI : LE PROPOSTE DEL PD".

Interverranno : Pinuccio PAOLILLO, consigliere comunale - Gugliemo MINERVINI, assessore regionale ai trasporti - Giusy SERVODIO, componente Commissione agricoltuta Camera dei deputati -Nicola MAFFEI, sindaco di Barletta.

Le conclusioni sono affidate a Paolo GENTILONI della Direzione nazionale  del Partito Democratico.

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PROVIAMO A IMMAGINARE UN VERO CAMBIAMENTO : DIBATTITO AL CIRCOLO PD DI JAPIGIA TORRE A MARE
Scritto da Administrator,

Il circolo PD di Japigia Torre a mare organizza per il 7 novembre alle ore 19 presso la sue sede in via Clinia 2 un incontro dibattito sul tema : IL PARTITO CHE VOGLIAMO, proviamo a immaginare un vero cambiamento". Sarà l'occasione per una riflessione su come migliorare il Partito democratico, sulle sue proposte e sui suoi progetti.

Partecipano : il prof. Silvio Suppa, l'on. Giusi Servodio, il dr. Ludovico Abbaticchio, il sig. Domenico Desantis.

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PROVIAMO A IMMAGINARE UN VERO CAMBIAMENTO : DIBATTITO AL CIRCOLO PD DI JAPIGIA TORRE A MARE
Scritto da Administrator,

Il circolo PD di Japigia Torre a mare organizza per il 7 novembre alle ore 19 presso la sue sede in via Clinia 2 un incontro dibattito sul tema : IL PARTITO CHE VOGLIAMO, proviamo a immaginare un vero cambiamento". Sarà l'occasione per una riflessione su come migliorare il Partito democratico, sulle sue proposte e sui suoi progetti.

Partecipano : il prof. Silvio Suppa, l'on. Giusi Servodio, il dr. Ludovico Abbaticchio, il sig. Domenico Desantis.

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DOPO L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ANCI:SAPER INTERPRETARE I PROBLEMI DI TUTTI I TERRITORI FINALIZZATI AD UN NUOVO PROGETTO DI SVILUPPO NAZIONALE
Scritto da redazione,

L'on. Giusi Servodio, in una nota che qui di seguito si pubblica integralmente, ha commentato la recente elezione del Presidente nazionale dell'Anci, sottolinea, da un lato, che di fronte alla situazione attuale occorre parlare con una sola voce rappresentativa della complessità dei bisogni dei singoli territori ( e i sindaci hanno rivendicato la propria responsabilità nella scelta in di un rappresentante che risponda agli interessi delle comunità locali e non sia espressione di un segretario di partito o , peggio, di un capo-corrente) e, dall'altro, che il PD con le sue due candidature ha ceduto alla pressione di una candidatura di parte rinunciando a comporre politicamente il conflitto.

"Le modalità e i risultati della recente elezione del Presidente Nazionale dell’Anci si prestano a letture diverse, anche complementari.

Eppure ne è prevalsa una soltanto: quella più semplicistica del localismo, della contrapposizione tra Nord e Sud del Paese. Questo risultato è uno schiaffo al Mezzogiorno?  Troppo riduttiva per essere convincente e per derubricare la vicenda come un colpo di coda del leghismo dominante nelle culture politiche del nostro paese. Io non la penso così.

Con questa rappresentazione, forzata sin dal momento delle candidature, si è persa una occasione per superare definitivamente le antiche contrapposizioni: i sindaci hanno già da tempo superato la “visone duale” che il Governo e parti del mondo politico più arretrato continuano ad alimentare, consapevoli che “se si vuole tornare a crescere lo si fa insieme”.

Di fronte alle sfide del federalismo sarebbe stato necessario rispettare la piena autonomia dell’Anci evitando l’invasività dei partiti. I cittadini vogliono contare sempre di più nella vita pubblica, figuriamoci i sindaci!

In una fase come questa, di tagli drammatici nei trasferimenti pubblici che comprometteranno il mantenimento dei servizi essenziali ai cittadini, i sindaci hanno rivendicato la propria responsabilità nella scelta della rappresentanza di una Anci credibile, autorevole che risponda agli interessi delle comunità locali e non sia espressione di un segretario di partito o addirittura di un capo-corrente.

L’Anci ha oggi un peso enorme, proprio in ragione della dialettica aperta con il governo in seno alla Conferenza Stato-Città e alla conferenza unificata con le Regioni per la delicata attuazione della finanza locale.

Come dimostra anche l’ultima attribuzione dei fondi Par-Fas alle Regioni, le risorse aggiuntive per il Mezzogiorno sono diventate straordinarie, solo in ragione della loro assegnazione, non certo perché vi fossero fondi aggiuntivi.  

A questo si deve aggiungere il taglio di ulteriori 1,5 milioni per i Comuni imposto dalla manovra finanziaria, il bisogno di revisione delle regole del patto di stabilità. Misure con le quali tutti i Comuni italiani devono oggi confrontarsi: occorre parlare con “una sola voce” rappresentativa della complessità dei bisogni dei singoli territori  in un nuovo progetto di sviluppo nazionale.

Spiace che il Partito Democratico non abbia evitato il braccio di ferro al suo interno. Con le due candidature - che si prestavano plasticamente, e in modo vecchio, più a riproporre il divario Nord Sud che a lanciare un progetto unitario in cui riconsiderare anche ragioni e rappresentanza del Mezzogiorno – il Partito Democratico ha ceduto alla pressione di una candidatura di parte rinunciando a comporre politicamente il conflitto.

L’Anci con una galassia di 1.875 Comuni in sei regioni, 1.166 con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, è anche un patrimonio del Sud. Evitiamo di chiamare ‘Mezzogiorno’ quello che non ci piace o non vogliamo vedere. 

Il neo eletto Presidente, che vanta una lunga esperienza nell’Anci, saprà interpretare i problemi di “tutti i territori” garantendo la unità delle autonomie locali quale baluardo per l’ammodernamento dello Stato e per la competitività del sistema Paese.

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L'ON. SERVODIO : I CITTADINI DEVONO SCEGLIERE I PARLAMENTARI E IL GOVERNO
Scritto da REDAZIONE,

In una dichiarazione resa all'agenzia giornalistica "Corsivo" l'on. Servodio ha indicato i motivi che stanno alla base della sua adesione, fin dal suo sorgere, al Comitato "FirmoScelgoVoto contro il porcellum".

L’on. Giusi Servodio ha aderito – sin dalla sua costituzione nel mese di luglio scorso - al Comitato “FirmoVotoScelgo contro il porcellum”. Il referendum con i due quesiti propone l'Abrogazione della attuale legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali e afferma la parlamentare barese – “tale iniziativa è necessaria affinché il Parlamento sia eletto nuovamente dai cittadini”.

 La ragione che guida questa iniziativa è la necessità che i cittadini ritornino a essere protagonisti – afferma la Servodio – e a non subire le scelte fatte dai vertici dei Partiti.

 Dobbiamo inoltre scongiurare – continua l’on. Giusi Servodio - che attraverso il ripristino di un sistema proporzionale – i governi siano fatti e disfatti dai Partiti con l’esclusione dei cittadini. 

 La iniziativa referendaria – osserva l’on. Giusi Servodio – è stata sollecitata dal fatto che fino ad oggi in parlamento non sono emersi segnali evidenti e chiari di cambiamento dell’attuale legge elettorale. E come spesso è avvenuto il referendum può essere uno stimolo o - in caso contrario - una legittima opportunità per la consultazione democratica dei cittadini.

 Alla crisi della politica anche questa azione può dare un contributo per far riconciliare i cittadini con le istituzioni che rischiano di sembrare luoghi di privilegio e di cooptazione, laddove invece, è il consenso popolare l’unica garanzia per una piena rappresentatività.

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