| Scritto da Pino Gadaleta, |
Siamo di fronte ad una crisi avvelenata da un’economia fondata sulla speculazione e dal ridimensionamento del primato della politica che non è in grado di governare gli squilibri provocati da una eccesiva finanziarizzazione.
Economia al cianuro e Politica in mutande (1)
La fiducia degli Italiani verso il sistema dei Partiti è vicino allo zero. Il governo Monti non è riuscito a coniugare il rigore con equità: un simulacro di liberalizzazioni, sopratasse, pensioni ignominiosamente riformate, ceto medio impoverito, il miraggio della crescita. Aumenta il precariato e la disoccupazione tra i giovani. Salvaguardati ricchi e banche. Era meglio andare a votare. Il sistema democratico vicino al default: niente riforma elettorale né Costituzionale, tutelati solo i rimborsi elettorali e i redditi dei soliti noti, politici e alti funzionari.
Questa è una crisi non creata né dai lavoratori né dal Popolo, generata da un sistema economico che ha messo in mutande la Politica suddita degli interessi degli speculatori finanziari, della logica perversa delle Banche internazionali e delle loro Agenzie di Rating. A costoro interessano fare soldi sempre più soldi, a spese del benessere delle genti. Questo sistema economico-finanziario scommette sui “fallimenti” dei Paesi per intascare lucrose assicurazioni create con gli Swap o derivati, con gli edge found, con diavolerie tecnico-finanziarie, salvaguardando le casseforti off limits dei Paesi Carogna dove sono depositati guadagni illeciti ed illegali. Siamo di fronte a dei delinquenti impuniti che la Politica avrebbe dovuto sanzionare e non permettere loro di devastare la vita quotidiana dei cittadini della Grecia, dell’Italia, della Spagna, del Portogallo, Irlanda, della stessa Inghilterra,etc etc. E’ un Capitalismo Criminale. Molti di noi non hanno ancora preso coscienza, non occorre essere marxisti, comunisti o leninisti per capire i presupposti di un’economia che avvelena i pozzi con una logica micidiale. Ora paga l’Europa, presto toccherà anche all’Oriente che oggi funge, oggi, da territorio di sviluppo predatorio.
Gli errori della Politica? Aver sviluppato un devastante bilancio statale basato sul debito pubblico e consentito che il progresso economico-industriale fosse basato sul “consumismo pervasivo”. Non si può e non si deve “consumare” all’infinito. Il sistema non può reggere, è ovvio. Questo è stato l’humus su cui è cresciuto questa forma di Capitalismo Criminale. E’ fin troppo evidente che l’Impresa debba avere il suo profitto per ciò che produce per poi reinvestirlo in altre attività produttive, da questo ne consegue ricchezza e consente di ampliare la platea dei lavoratori, cioè un sano capitalismo, cioè’Economia Buona. No, invece Lor Signori investono, meglio scommettono, su titoli finanziari, creando le condizioni per aumentare o svalutare il loro valore (Vedi le Agenzie di Rating e gli Spread) secondo una loro strategia finanziaria. Sorge una domanda, perché? Già, e come chiedersi perché esistono i killers. Ci sono diversi modi di ammazzare le persone, costoro invece del pugnale usano la moneta.
La moneta è emessa dallo Stato, unico legittimo proprietario,tocca alla Politica amministrare questo bene comune garantendo equità, etica del suo uso, saggia e corretta amministrazione economica. La Politica è da tempo in mutande, e i Partiti che concorrono al servizio per costruire progresso e garantire la collettività nel suo insieme, sono corrotti, governati da una élite autoreferenziale schiava degli interessi forti.(pinogadaleta.it@gmail.com)
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| Scritto da Pino Gadaleta, |
(Pino Gadaleta) La cronaca politica e penale registra casi sempre più eclatanti sulla malversazione del sistema partitico italiano. Prima che esploda l’ira popolare nei confronti dei Partiti è urgente che gli stessi trasformino il loro modo di essere, da “case chiuse di tolleranza”, ad edifici di trasparenza e di esercizio democratico, ponendo fine al leaderismo. Le risorse, accumulate con vari finanziamenti pubblici, sono gestite da pochi dirigenti che usano i fondi per finanziar i loro fabbisogni politici e materiali, nonché quelli dei loro servitori. Per capire come stanno le cose è sufficiente assistere ai talk show televisivi dove sfilano sempre le stesse facce. Intanto, le sezioni periferiche restano senza soldi che, invece, non mancano per le campagne elettorali e per acquistare le tessere dei referenti dei capi. Questi Partiti hanno tradito la Costituzione e i cittadini. Cresce il disgusto e l’antipolitica.
L’affaire Emiliano 3
L’assemblea cittadina del Pd si è risolta in una riduttiva “direzione” senza capo né coda. Il promesso documento politico che doveva dettare l’agenda al Primo Cittadino e fare chiarezza si è dissolto nel nulla, infatti, quello preparato, probabilmente, non coincideva con i “desiderata” del Sindaco. La Repubblica parla di un lungo applauso al discorso di Emiliano, se c’è stato è solo di meno della metà dei presenti, cioè della curva degli affezionati e beneficiati. Emiliano prepara il suo “successore”: dalle cozze agli allievi.
“Basta parlare di cozze, sono a disposizione del Partito e pronto a preparare il terreno al mio successore”, in sintesi, questi sono i concetti espressi nella Direzione del Pd da Emiliano. Una Direzione da tipico gioco di “ mamma gattona”. “… Il primo gatto non fu e chi fu? Fu il secondo gatto. Il secondo gatto non fu e chi fu? Mamma Gattona, etc etc”.
La Segreteria cittadina Pd, nella sua mediocrità infantile, si è ben guardata dal sottolineare gli aspetti deleteri sul piano politico-amministrativo della gestione Degennaro-Emiliano. Ha evitato di chiedere al Primo Cittadino di allontanare dai posti di rappresentanza i suoi collaboratori e beneficiati… Non ha fatto, quindi, pulizia come ci si sarebbe aspettato, e come sarebbe stato dignitoso fare. Non ha condannato le pratiche neo-giolittiane assunte dal Nostro per influire negli equilibri dei Partiti e l’imbarcare personaggi dalla destra per infoltire il gregge della sua “corte celestiale”. Niente, tutto tace, “Lor Signori” siano tranquilli.
Non ha chiesto che l’Assessore all’Urbanistica rimettesse il suo mandato, dal momento che non saputo controllare gli atti amministrativi della vicenda giudiziaria… Ci sorge spontanea una domanda: costui sa leggere e scrivere? In ogni caso, l’assessore all’Urbanistica è lo stesso che aspira, legittimamente, ad essere uno dei successori del nostro Sindaco.
In quest’occasione non sono stati chiesti nemmeno chiarimenti all’Assessorato ai Lavori Pubblici, dimostratosi poco vigile e attento. Neanche la questione Petruzzelli, macchiata da un buco di bilancio milionario, è stata sollevata.
La Direzione non ha deliberato di porre fine alle pratiche leaderistiche, reclamate a gran voce da alcuni esponenti del Pd cittadino, non ha evidenziato le priorità amministrative per la fine legislatura. Si è, invece, sommessamente rimessa alle volontà neo testamentarie di un Sindaco che si è dichiarato essere a disposizione del Pd. Non è si capito, però, a quale Pd si rivolgesse. Alla cosiddetta “riserva indiana” di circa 6.000 ex iscritti Pd baresi? E’ ovvio.
Intanto, è doveroso che Emiliano si dimetta da Presidente del Pd, questo, sì, che sarebbe un atto di contrizione e di scuse. E’ un ruolo, questo, che politicamente non merita.
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L’on. Giusi Servodio ha presentato una proposta di legge – sottoscritta da oltre quaranta deputati - per la riforma degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole e la promozione all’estero dell’agricoltura italiana. Si intende superare - sottolinea l’on. Servodio - le duplicazioni di competenze e di funzioni dei numerosi enti, agenzie e società nazionali e regionali. L’agricoltura italiana vede in questa congiuntura l’intreccio tra una crisi di settore e quella economica generale: è il momento per riformare profondamente il sistema dei servizi al comparto agricolo oggi non più adeguato al necessario salto di qualità e alle esigenze delle imprese, attraverso interventi sui costi e sulle funzioni.
Tali obiettivi – ribadisce la Servodio - si possono realizzare attraverso alcune misure quali la soppressione degli enti vigilati dal Mipaf e delle società controllate con la riorganizzazione delle relative competenze e funzioni mediante la istituzione di quattro agenzie al fine di semplificare e innovare i servizi.
Particolare attenzione – continua la Servodio – viene posta sulla costituzione di una sezione specializzata per i prodotti agricoli all’interno dell’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane;
Non per ultimo – conclude la Servodio – si propone l’attivazione della “carta dell’agricoltore e del pescatore” quale modalità diretta di accesso ai servizi, anche finanziari, connessi all’attività agricola e della pesca, semplificando così i rapporti tra le imprese e la pubblica amministrazione, anche attraverso l’utilizzo di servizi digitali attivabili. Nell’Agenda digitale italiana deve essere riservato un decisivo investimento verso il comparto agricolo.
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Si riporta il testo integrale di una dichiarazione dell'on. Servodio sulla situazione della città di Bari. Nella nota si evidenzia la necessità di evidenziare le cause di tale situazione e le relative responsabilità al fine di rilanciare l'azione amministrativa del Comune e dello stesso PD superando l'attuale stato di caos e rinuciando al "leaderismo".
"Il dibattito sulla situazione della città di Bari si è ridotto alla richiesta di dimissioni anticipate del Sindaco, alla enfatizzazione delle “cozze” e alla rissa nel PD. Si distoglie così l’attenzione dalle conseguenze della triste vicenda giudiziaria. E’ necessario rilanciare il governo della città e far tesoro dell’attuale crisi e delle omesse scelte, per superare le cause che hanno portato al “leaderismo” e all’evidente caos.
L’origine della vicenda giudiziaria che riguarda i Degennaro non coinvolge per niente la Margherita della quale tra il 2002 ed il 2007 sono stata Coordinatore cittadino.
Numerose cronache giornalistiche riportarono le continue contrapposizioni politiche che si verificarono in quegli anni. Si parlava di “due” Margherita: la prima fu protagonista della stagione di cambiamento nella città. Con il Centro Sinistra “questa Margherita” promosse una esperienza unica: “la Convenzione cittadina” dei partiti e delle associazioni che determinò “la Primavera Pugliese”.
La seconda Margherita nacque perché vennero indirizzate al partito esperienze individuali e forze imprenditoriali che intendevano condizionare il governo della Città… L’ingresso nella Margherita dei Degennaro, – tramite Anaclerio ed altri – già attivi nella destra barese, fu fortemente sponsorizzato da Emiliano, dall’assessore Boccia e da alcuni dirigenti provinciali. La Margherita tradizionale resistette a lungo e con ogni mezzo a queste cooptazioni per evitare di trasformare il partito in “una casa ad ore”. Il tesseramento, aperto anche attraverso Internet, consentì però la facile entrata dei Degennaro. Le tessere on line indirizzate direttamente a Roma risultarono ricche di moneta ma prive di “identità”, tanto che al Congresso cittadino gli iscritti falsi non si presentarono e la Margherita tradizionale, fatta di militanti veri, vinse.
Il protagonismo del Sindaco non è stato secondario in questa vicenda, anche perché intendeva e intende rafforzare la sua leadership, influenzando la vita dei partiti, con una strategia di allargamento a forze estranee al Centrosinistra. Questo ha prodotto il diffondersi di pratiche trasformistiche che ricordano il periodo del “giolittismo” meridionale, di cui lo stesso Emiliano e il PD ne pagano le conseguenze.
Tra due anni scade il mandato di Emiliano ed il centrosinistra come si deve presentare a questa scadenza?
Il “leaderismo”, di cui parla anche il Presidente Vendola, ha mostrato limiti pesanti; bisogna ritornare alla collegialità delle linee di indirizzo, responsabilizzando partiti e organizzazioni sociali.
Non possono vantarsi “diritti di successione”. Il centrosinistra deve respingere metodi individualisti, passare dall’ “io” al “noi” e puntare unicamente al benessere della città e dei cittadini. Occorre riprendere alcuni dei più qualificantiimpegni, quali il nodo urbanistico con una scelta adeguata sulla destinazione della Caserma Rossani, la riforma del comune nella prospettiva dell’area metropolitana e un progetto di cambiamento nella gestione del teatro Petruzzelli che lo riporti alla funzione di promozione e sviluppo culturale di Bari e della Puglia."
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